USA COUNTRY CLUB

 

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

La situazione è “particolare”, non c’è altro aggettivo da usare.

Innanzitutto in cosa consiste la situazione?

Nell’equilibrio delle forze esistenti, dei rapporti tra stati, banche, monete. Ecco, questa situazione è “particolare”.

L’esempio è la Turchia! Dopo aver foraggiato e usato la Turchia contro la Siria, adesso, il suo ruolo non è più cosi importante e quindi viene devastata. Lo fanno attraverso i “mercati”!

Diciamo, anzi, lo dico a titolo personale, che la domanda che mi viene è: Chi comanda in USA? Topo Gigio?

Perchè è di questo che si tratta.

Gli Usa, sono in una fase particolare: se mandano a puttane la Turchia, la loro strategia diventa palese e solleverà un sacco di dubbi in ogni singola economia emergente.

Ecco perchè la situazione è particolare. Se guardi al Brasile, con quello che gli sta accadendo, qualche domanda te la devi fare.

La domanda è: perchè uno stato ricchissimo di materie prime, può andare in fallimento?

Qui, la risposta forse apparirà cinica: perchè i suoi governanti sono “for sale”, in vendita. Non è solo la forza militare degli USA a valere è la loro capacità di persuadere i politici.

Come li persuadono? Con i dollari? Non è solo quello, il dollaro è quel che appare, ma c’è altro, c’è quella persuasione occulta da “Country Club”, quella spinta a “contare qualcosa”, che solo loro possono concedere.

Quindi è l’accesso al Country Club?

Si, è quello, per questo si va in america, nelle loro università, per questo i Master, mica perchè insegnino qualcosa di esclusivo, è per l’iscrizione al country club. Il senso dell’appartenenza.

Michelangelo, non aveva lauree e Masters, era quel che faceva che lo ha fatto passare alla storia. Ecco perchè gli Usa sono oggi in una situazione particolare, perchè il Country Club subisce la concorrenza dei fatti.

Putin, la Cina, il sud-est asiatico, l’India… esprimono un’altro “club”.

L’attacco speculativo contro la Turchia e il Brasile, contro le loro monete, dice che del Country Club non ci si deve fidare.

Adesso viene il turno della Cina? Quello, forse può essere spostato avanti nell’agenda.

Quello che rende interessante la situazione è questo uso degli usa degli affiliati. Abbiamo avuto in politica una epidemia da country club, ma anche in economia, nella scienza, nella medicina, in tutto.

Per questo, si colpisce Erdogan e la Turchia. Colpirne uno per educarne cento…

È che però, fa sorgere una domanda: e, se poi tocca a me?

Quel che frega il Country Club è che l’accelerazione degli eventi fa sì che esso appaia sempre più una prigione invece che un club. La Cina ha accumulato “riserve” in dollari, ma anche molte “riserve ” in oro, cosi l’India, cosi la Russia, cosi gli emirati e l’Arabia e più o meno un sacco di altri stati.

Il meccanismo della ritorsione del Country Club, rischia di procurare una ritorsione degli iscritti.

Se se ne vanno tutti, che accade?

La prigionia delle riserve in dollari delle banche centrali, rischia di essere il cavallo di Troia per gli Usa.

Chi di riserve colpisce, di riserve perisce?

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Di Franco Remondina (Dodicesima.com)

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